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La sindrome di Asperger

La Sindrome di Asperger (SA, o AS, dall'inglese Asperger Syndrome), come meglio descritto nelle pagine successive, è collocata, come l'autismo, tra i Disturbi Pervasivi delle Sviluppo, e si discute tuttora se essa debba considerarsi una forma mite di autismo, o se costituisca un disturbo a sé stante.
C'è chi la identifica con l'HFA (High Functionning Autism, tradotto letteralmente: autismo ad alto funzionamento) che è quella parte dello spettro dell'autistismo che riguarda le persone "verbali" con un buon quoziente intellettivo, e chi invece la ritiene da essa distinguibile principalmente per il più precoce sviluppo del linguaggio.
Ormai la locuzione "autismo ad alto funzionamento" è stata sostituita da autismo con bisogno di supporto non intensivo.
Negli scritti che seguono troverete perciò riferimenti sia alla AS, che all'HFA.
Così come per l'autismo, la scienza ne ha ormai accertata l'origine genetica su base neurologica, e ciò esclude, speriamo in modo chiaro e definitivo, qualsiasi ipotesi di natura psicogena (v. a questo proposito il chiarificante intervento di F.Nardocci). E' quindi considerata superata ed inefficace la terapia psicodinamica (... estesa magari ai genitori!), anche se in qualche caso può essere utile, laddove richiesto, un supporto psicologico che aiuti genitori e figli a comprendere ed affrontare la difficile situazione.
Le terapie riconosciute come efficaci, anche se purtroppo ancora non risolutive, sono quelle cognitivo-comportamentali e, dove necessario, farmacologiche. Come l'autismo, anche la AS non ha un unico aspetto, ma si presenta con una gamma di abilità e comportamenti che, al di là di poche fondamentali caratteristiche, differenziano un individuo dall'altro, rendendo a volte difficile la diagnosi. Un significativo esempio della varietà di problematiche esistenti nell'ambito autistico sono le pagine tratte dal libro di Donna Williams "il mio e loro autismo", che descrivono i bambini autistici di una classe immaginaria.
Le persone con AS compiono spesso uno sforzo di adattamento che consente loro di acquisire o compensare, almeno in parte, quelle abilità di cui non erano naturalmente dotate, grazie anche ad un QI che a volte è di molto superiore alla media. Ciò può rendere alcuni di loro, col passare degli anni, non distinguibili dai soggetti cosiddetti normali.
Lo studioso inglese Simon Baron-Cohen ritiene le caratteristiche delle persone con sindrome di Asperger non deficitarie in sé, ma solo percepite come tali in quanto diverse da quelle della maggior parte delle persone. Analoga visione delle cose troverete nelo scritto di Tony Attwood, psicologo australiano, riportato nella pagina "informazioni" dedicata ai più giovani. Tuttavia è certo che, senza un aiuto adeguato, le difficoltà nei rapporti sociali di queste persone sono quasi sempre causa di solitudine e sofferenza in tutte le fasi della loro vita. Ciò anche se, venendo a contatto con alcuni di questi ragazzi, particolarmente dotati, non si può fare a meno di riflettere sui confini convenzionali dell'idea di normalità...

Notizie dal web

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