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La descrizione di alcuni comportamenti tipici dei nostri ragazzi attraverso brevi e vivaci flash di vita vissuta che aiuteranno a capire meglio il significato di termini come "stereotipie", disabilità relazionale"...
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1- LA SINCERITA'

Lorenzo nelle sue tipiche espressioni ha dei modi di fare imbarazzanti: quando telefona a mia madre io gli dico di calibrare le parole e allora lui mi chiede cosa può e non può dire (mia madre è una persona un po' invadente e non si rende ancora ben conto di come sia fatto suo nipote).
Un giorno mi chiede: "Mamma, perchè non posso dire alla nonna tutto quello che voglio?
" Perchè la nonna non sempre capisce e magari esagera con le reazioni, insomma è un po' limitata nella comprensione!"
"Va bene!"
Il giorno dopo telefona a mia mamma e sento che dice: "nonna aspetta un momento!" e mi grida, senza coprire il ricevitore (io ero in camera) :"Mamma, posso dire alla nonna che tu hai detto che è limitata di cervello?"

Il candore di Marco nell’affrontare gli altri e la mancanza di malizia o di secondi fini lo fanno apprezzare anche quando commette qualche gaffe, tale è la sincerità che esprime. Vedendo una persona anziana, molto malridotta e che si muoveva a fatica, una volta disse ad un’amica: “Ti auguro di non diventare vecchia!”.
Poco tempo fa, il professore di Italiano che lo ha seguito in terza media, mi disse: “Questi bambini hanno un sorriso splendido perché vero. Gli anormali forse siamo noi adulti che non siamo più in grado di fare un sorriso sincero e di esprimere quello che veramente abbiamo dentro!”.

2 - LA CURA PERSONALE

Per la doccia ogni santa volta Edo deve fare 15 minuti di lamento perchè non la vuole fare, poi non riesco più a tirarlo fuori.
Al mattino 40 minuti, dico 40, per vestirsi perchè si perde a guardarsi allo specchio, poi saltella su e giù, poi si ferma a pensare e si dimentica cosa stava facendo.....

Lorenzo, al contrario di Edo,
si lava con entusiasmo e sta in doccia un sacco di tempo, poi si asciuga, si profuma e gli piace essere pulito ed in ordine..
in queste cose è molto autosufficiente.

Ma perché occorre lavarsi? È così faticoso!
Perché mia madre si ostina a mettermi ogni mattina sul letto la biancheria pulita? Finché lo sporco non “si vede” potrei continuare a metterla! Comunque qualche volta non si accorge che quella pulita la nascondo sotto il cuscino o la rimetto nel cassetto! Avevo trovato un modo veloce di fare la doccia: entravo ed uscivo subito dalla cabina, ma quella furba di mamma mi annusa per sentire se odoro di sapone e mi costringe a lavarmi veramente! Devo dire però che preferisco la vasca alla doccia.
Invece, se devo fare una visita medica od un’analisi clinica sono veramente preoccupato per me stesso. Guarirò? Quando? Come? E’ sicuro?. Sono scrupolosissimo con le medicine e seguo perfettamente tutte le terapie o le indicazioni che provengono dal dentista, dal medico, dall’allenatore, dall’insegnante.

3 - LE STEREOTIPIE
Categorie - Una bizzarria di comportamento di Lorenzo è la stereotipia di alcuni atteggiamenti, come la categorizzazione di alcune persone ( i vecchi, gli islamici, i russi) che lui dice di odiare perchè gli evocano brutti ricordi!....Boh! Però da queste categorie sono esclusi i parenti, i campioni sportivi ed i suoi amici!
C'è stato un periodo in cui odiava le donne, comprese me ed Elisa, adesso non vuole che stiamo noi quattro assieme: se si è in una stanza tutti e 4, uno di noi deve uscire, lui mai. Non si può nominare la parola "famiglia", ma in caso di necessità dobbiamo dire "dinastia" o "stirpe".

Sempre categorie - Anche a Edo non bisogna parlare di donne..... e pensa poi che nella vita è contornato di donne !!!!! Fa proprio una selezione le femmine da una parte i maschi dall'altra.
Non prende in considerazione nessuna donna sopra i 40 anni.C'è stato un periodo l'anno scorso che cambiava sempre maestra di sostegno...ogni volta che ne arrivava una chiedeva l'età se era sopra i 40 anni era finita...non la considerava più....così le avvisavo prima "Per favore dica che ne ha 39......"
Anche lui divide tutti in categorie... vecchi, giovani, marocchini, ...cinesi.
Ultimamente ha la fissa dei cinesi. Da mesi dice che è nato in Cina, sa tutto di quel paese, stringe perfino gli occhi e parla una lingua inventata..quando gli ricordo che è nato dalla mia pancia ride e dice "No, sono nato sotto un cavolo cinese...."
Devo perfino dargli la buonanotte in cinese......
Gli hanno poi regalato un vocabolario italiano-cinese che è ultimamente il suo libro preferito.
Cosa farà da grande ???? Ma il portiere d'albergo cinese, naturalmente!!!!!!
Cosa vuol studiare alle superiori ???? La lingua cinese, ovvio.....

4 - LE PROVOCAZIONI
IL SUICIDIO
L'altra sera ho detto a Lori che deve fare gli esami del sangue per un controllo, si è messo a strillare, si è buttato per terra, e al culmine della disperazione ha detto: "mamma, aprimi la finestra perchè mi devo suicidare!" Come facevo a non ridere? Allora mi ha detto: Tu non mi prendi mai sul serio! Comunque se ti prometto di stare bravo, posso aprire i regali di Natale quel giorno?"
Non sembra un ragionamento da cinquenne?
Però è forte, io e mio marito lo chiamiamo "Mister Bean" perchè fa delle cose da Mister Bean!

SUICIDIO E FUGA
La storia del suicidio Edo l'ha per fortuna esaurita l'anno scorso.....Quando lo sgridavo mi diceva "Mi voglio suicidare !" Poi per fortuna gli è passata....Per non parlare del periodo che voleva andarsene da casa e vivere sotto i ponti. Siccome questa storia è durata un bel po' , un giorno mi sono rotta l'ho messo in macchina e ho detto: "Bene Edoardo..adesso ti porto sotto il ponte" Lui stava per prendere il cappotto...e io gli ho detto " No! da casa non prendi niente... sali in macchina!" Lui è salito e dopo pochi metri ha esclamato " Sai ci ho ripensato... meglio che resti a casa!" E da quel giorno ha smesso...

5 - GLI INTERESSI
Giorgio da piccolo aveva una vera passione per le carte geografiche.
Aveva cominciato con lo stradario della nostra grande città e a 4 anni lo padroneggiava già con sicurezza: passava ore concentrato sulle pagine sempre più consumate!
Si divertiva a cercare vie e piazze partendo dall'elenco, poi col numero di riferimento risaliva al quadro, individuava la zona della citttà guardando il quadro di unione, studiava i percorsi...
Un mattino lui e il padre erano arrivati col metrò in centro città, dove da pochi giorni Luca frequentava il secondo anno di scuola materna.
Da lì mio marito doveva prendere il tram per andare in ufficio, ma era preoccupato di arrivare in ritardo a causa del traffico. Giorgio, che parlava pochissimo, gli suggerì: "Papà, non prendere il tram, ma vai fino in fondo a quella strada, poi giri a sinistra e trovi la fermata della nuova linea del metrò che arriva vicino al tuo ufficio!"
Mio marito strabiliato lo ascoltò e si accorse che aveva ragione!
Questo dimostrava che il bambino era in grado di orientarsi nello spazio utilizzando le informazioni ricavate dalla mappa...
Qualche mese dopo andammo al mare, in un paese delle Marche per noi nuovo: eravamo lì solo da un paio di giorni e prendevamo un gelato in un bar quando entrarono dei turisti che cercavano una via, ma nè il barista nè altri sapevano aiutarli.
Facemmo un tentativo:"Giorgio, sai dov'è la via Garibaldi?"
Tranquillo rispose:"La prima a destra, poi la seconda a sinistra".
Aveva guardato nel pomeriggio la cartina che ci eravamo procurati alla Pro-loco...
Dalle carte di paesi e città passò a quelle stradali, prima della nostra regione, poi d'Italia, poi d'Europa, poi del mondo... per fortuna eravamo soci del Touring Club!
Arrivato fin lì, chiese libri di astronomia e carte del cielo.
Procedeva con metodo e costanza, approfondiva la materia senza lasciare niente di inesplorato, si impadroniva del lessico specifico come delle conoscenze necessarie a comprendere la riduzione in scala delle carte...
...ed era lo stesso bambino che non riusciva nè a partecipare ai giochi dei compagni, nè ad allacciarsi le scarpe...

A scuola lo hanno soprannominato Gilga Mesh, come l’eroe di una epopea sumerica, tanto è appassionato di mitologia. Sulla spiaggia, con il padre, in una bella mattina d’estate, non trovò di meglio che fare una lunga disquisizione sulla differenza tra gli dei greci, quelli romani e quelli Atzechi.
Vedendo un documentario sul Museo di Scienze Naturali di New York ha avuto da obiettare su alcune osservazioni dell’intervistato, non erano corrette; lui sa tutto dei dinosauri e da grande farà il paleontologo. Non c’è documentario di Piero Angela che non conosca.
Non esiste angolo remoto del mondo del quale non conosca la capitale. Anche il cielo e gli astri non hanno misteri per lui che sa elencare i nomi dei satelliti di tutti i pianeti.
Durante una visita a Pompei, io e mio marito eravamo intenti sulla mappa per individuare il percorso quando Marco ha preso le redini della situazione e ci ha condotto in ogni luogo, aveva memorizzato tutta la pianta della città dopo averla vista su un CD multimediale.
Alle elementari, i suoi compagni, quando affrontavano i primi discorsi maliziosi sul sesso, venivano letteralmente “tramortiti” dalle sue dotte dissertazioni anatomiche, esposte con un linguaggio così scientifico che una volta lasciò di stucco anche la nonna: “Certe cose non le sapevo!”
La storia poi è un suo grande amore, … e la disperazione degli insegnanti perché non terminerebbe mai di parlare. “Conosce anche come erano fatti i bottoni delle divise Napoleoniche!”. Mi disse una volta la prof.
In questo spaziare utilizza ogni forma di “media” disponibile: libri, enciclopedie, computer, video, televisione, riviste, apprendendo immediatamente a reperire le informazioni secondo le diverse modalità di archiviazione sui supporti. La consultazione è logica e sistematica, sino a coprire tutti i possibili percorsi. Il collegamento tra le informazioni così reperite e la vita quotidiana è preciso e coerente tanto che può sostenere brillantemente una verifica scolastica utilizzando informazioni tratte da video-giochi di strategia a sfondo storico o dai fascicoli pubblicati settimanalmente in edicola con la collezione di soldatini di piombo.

Gli interessi fondamentali di Ugo sono le favole e le videocassette. Ne ha un'infinità e le riordina con estrema precisione , dopo averle adoperate. Conosce ogni particolare delle storie : dalla vicenda in sè e per sè , all'abbigliamento dei protagonisti , alle parole più importanti che usano e che, a volte lui stesso " mutua " , usandole a sua volta nella quotidianità , spesso , non a sproposito.

Una della sue più apprezzate occupazioni è fare dei veri e propri " quiz " sulle favole, alle persone con cui è in confidenza .
Si passa da : - " di che colore era il nastro di Belle quando è uscita fuori dal castello ? " a :- " Perchè Belle ha perso il nastro ?"
ed ancora :- " Perchè la Signorina bionda con il costume ( Bagnina ) ha cacciato Lilo , Nani , e Stich dalla spiaggia ? " .
Se malauguratamente " il concorrente " di turno non sa rispondere o io non sono nella possibilità di suggerire , Ugo non abbandona e generosamente fornisce le risposte che però....si moltiplicano fino a quando non è soddisfatto della " cultura " favolistica del suo interlocutore. Ne sa qualcosa la mia amica Gisella , sottoposta ad estenuanti " quiz " telefonici , a conclusione dei quali - a volte - sconsolatamente afferma : " Stavolta ero impreparata ! "
Ugo ama disegnare , soprattutto i personaggi femminili delle favole , in particolar modo quelli della Disney .
Disegna con una esattezza e ricchezza di particolari ( orecchini , anelli , tacchi alti o bassi , nastri , acconciature strane ) ed un movimento alla figura che fa convinta la sua terapeuta che Ugo abbia un mestiere nelle mani.Mah!si vedrà. Per ora il disegno lo calma, lo arricchisce e lo appaga. Ultimamente , firma ogni disegno che fa e va in giro a regalarlo alle persone che più gli piacciono. Le mie colleghe " più belle " ( in effetti sono anche le più bionde e lui preferisce le bionde ) hanno i muri dell'ufficio , tappezzati di ritratti di Lilo , Jasmin, Barbi Raperonzolo ,Crudelia, Cenerentola, su cui troneggia un enorme : UGO . Ed ogni volta
che viene in ufficio , fa il giro delle stanze per vedere se stanno ancora tutti al loro posto

6 - LA CONSAPEVOLEZZA DI SE'

Un giorno, messo alle strette dal padre sulla storia dei cinesi, Edoardo è crollato ed ha ammesso:" Forse ha ragione la mamma, forse sono italiano....ma tu mi devi capire perchè io sono autistico, anzi ho la sindrome di Asperger!"

7 - I RITUALI

Anche Edo ha dei rituali come Lorenzo...
Da anni a cena dopo il primo chiede "Cosa c'è per secondo?" anche se ce l'ha lì davanti....
Poi: "cosa fanno stasera per televisione ???" anche se sa benissimo che per esempio al venerdì fanno Paperissima......
Quando va a letto prima la pipì, poi l'acqua (mai al contrario ) poi accende la luce della notte, controlla l'ora (la dice a voce alta) bacio (guai a dimenticarlo) poi a dormire.

8 - GLI ALTRI
FARE ACQUISTI
Lorenzo voleva comprarsi un modellino della Ferrari ed è entrato in un negozio più che mai deciso! Il problema era che doveva pagarla con le sue mance. Il nostro dialogo fu questo, prima di entrare nel negozio:
- Lorenzo, nel negozio si entra per comperare e non per fare impazzire i commessi!-
-O.K.!-
Entriamo..." Signora, quanto costa quel modellino?"
"150.000 lire"
Ghiacciato, ne aveva solo 20.000......Come risolvere?
Guarda me e poi chiede con infinita cortesia alla commessa:
-Signora è vero che nel suo negozio si entra solo per comperare?- -No!-
" Bene allora non m'interessa niente e me ne vado!"
Ho riso una settimana; come quando va alle edicole per comprarsi i giornali e se non trova quello che cerca dice: "va bene, vuol dire che me ne vado in un'altra edicola"

IL PROSSIMO
Sa valutare molto bene le persone. Istintivamente “sente” la lealtà o la slealtà nei suoi confronti, anche quando sono camuffate sotto maniere apparentemente gentili ed affabili. Questo si riflette anche sul profitto scolastico, gli insegnanti che gli sono particolarmente vicini, da un punto di vista emotivo, ottengono risultati più che brillanti mentre coloro che non hanno con lui il medesimo “feeling” vengono puniti con un rendimento mediocre. Allo stesso tempo ha un atteggiamento positivo nei confronti del prossimo riponendo negli altri, fino a prova contraria, una fiducia illimitata. Percepisce qualsiasi cambiamento d’umore dal tono della voce. Bizzarro è l’utilizzo del Voi con gli adulti, in segno di rispetto, anziché del Lei.

"SENTIRE" LE PERSONE
Ugo adora le donne , credo anche perchè ha avuto un brutto rapporto con il padre.
Fra tutte, predilige la mia amica Gisella, che chiama " Gisellina , dolcezza mia "...
Un giorno eravamo al parco con lei e con l'altro mio figlio più piccolo, ed Ugo, standole vicino , in modo dolcissimo le disse :" Io amo il profumo della tua essenza."
Di solito, Ugo sa in anticipo, ancora prima di me, se Gisella sta male: io lo so sempre dopo: quando le telefono.
Ugo frequenta con grande piacere la Sede dell'Associazione dei Genitori che abbiamo fondato da un anno ed è diventato amico di tutti i bambini che ci sono. Fra tutti predilige Andrea che ha gravi problemi di autismo e psicomotori . Lo aiuta a camminare da una stanza all'altra , siede vicino a lui quando disegnano e cerca di coinvolgerlo nel gioco di rincorrersi per le stanze.
Frequentano anche la stessa scuola , ed ogni giorno quando Ugo finisce di fare i suoi compiti , chiede alla sua insegnante di sostegno di " andare a prendere Andrea ".A volte lo tratta come se fosse il suo fratello minore: lo rimprovera ( " NOOO! Questo non si fa ! ) , lo mette in castigo ( " se fai ancora il monello , non vengo a prenderti più nella tua classe " ) , ma poi lo giustifica in modo commovente : " Mamma , sai , Andrea fa il monello perchè ha una " bua " grande nella testa. Ma io gli voglio tanto bene !"

9 - LA SCUOLA
SCUOLA E LAVORO
Quando Lori ha cominciato a subire le "violenze psicologiche" alla scuola elementare, è sempre stato più difficile mandarlo a scuola, ogni inizio d'anno dovevamo convincerlo con promesse e ricatti.
Se l'Ambrogio lo accompagnava lui si rifiutava di entrare e si sedeva sugli scalini della scuola e non voleva entrare, suo padre si sedeva vicino a lui fino a quando capiva che non sarebbe stato riportato a casa, ed allora, solo allora entrava, rassegnato.
Dopo 15 giorni di prima elementare mi ha chiesto a bruciapelo" fino quando sono obbligato a studiare?, "fino alla terza media"
"va bene, ma dopo basta!"
Io lì per lì ho lasciato cadere la cosa, ma il problema si è ripresentato alle medie..."io, finite le tre medie non studio più" "va bene, allora dovrai andare a lavorare!" "cosa potrò fare?....io ho giocato d'astuzia, gli ho proposto lavori per lui
orrendi del tipo operaio in una fonderia ad 800 gradi, cameriere così devi sentire l'odore dei tramezzini e lavare i piatti! lui era sempre più schifato!
Ad un tratto ho rincarato la dose e ho detto..
" Potresti fare anche l'uomo dell'immondizia" e lui, deciso: "Va bene, farò il capo dell'immondizia"

10 - LA MEMORIA

Marco ha una memoria eccezionale che gli consente di immagazzinare un patrimonio informativo ed una ricchezza di vocaboli inusuale per la sua età. Percepisce in particolare ogni parola detta in sua presenza, anche se apparentemente non segue il discorso e sembra “addormentato”. Ricorda, anche nei dettagli, episodi lontanissimi appartenenti alla prima infanzia.

11 - LA REALTA'
CRONACA
Marco segue con molta attenzione la cronaca, sempre e solo sul telegiornale trasmesso da una delle reti Mediaset più vicina ai giovani, ed è sempre aggiornatissimo. Anticipa quotidianamente al padre gli eventi principali e si stupisce che i suoi compagni non siano altrettanto informati.
Gli sfuggono però gli eventi “di costume” che più colpiscono i coetanei.

12 - LA COMUNICAZIONE
GLI SCHERZI
L'altro giorno sono andata al cinema coi bambini. Abbiamo deciso prima il film ("La leggenda di Al, Jhon e Jack" di Aldo Giovanni e Giacomo), poi abbiamo prenotato telefonicamente, siamo andati al cinema, siamo entrati nella sala 7 dove c'era un cartellone grande così...
Un attimo prima che iniziasse il fim, credendo di fare la spiritosa ho detto." Guardate che non vi ho portato a vedere il film di Aldo G..., ma un noiosissimo film di storia medioevale!"
Beh, le altre due mie figlie si sono messe a ridere, Edoardo si è messo a piangere.
Quando gli ho spiegato che era uno scherzo, ha detto sempre piangendo" Non farmi gli scherzi ,non li capisco!"
Per loro la realtà non deve essere cambiata bruscamente, perchè anche una cosa così banale gli crea ansia e sconforto. Cosa fare allora, non fare scherzi??? No, facciamoli, ma.... magari meno stupidi del mio!

SIGNIFICATO LETTERALE
Lorenzo ieri, ascoltando il telegiornale:
- Mamma,cos'è la CASSA INTEGRAZIONE?-
- Succede che quando una ditta non ha più lavoro, chiude e lo stato paga ai lavoratori uno stipendio inferiore.-
- Ah! Io credevo che fosse una grande cassa dove integravano tutti i lavoratori, tenendoli imprigionati!-

Nel mio Ufficio , al pianterreno , c'è una guardiola che è presidiata di solito da personale femminile .
Ugo ,chiama una signora in particolare( che non gli sta molto simpatica ) :
" Signora a vetri" .
Una volta le ha detto che l'avrebbe "mandata in arresto " perchè non voleva chiamarmi al telefono interno per avvertirmi che lui era lì con la Baby sitter
Quando a volte non riesce a stare attento ed io cerco di richiamare la sua attenzione , mi dice :" Mamma , scusa , ho troppi rumori nella testa ! " Vi racconto l'ultima di oggi:
Matteo al lunedì fa la terapia con un gruppo di coetanei: li hanno fatti uscire un pò dopo e una mamma aveva premura dovendo andare a scuola a prendere l'altro figlio.
E' corsa davanti a Matteo dicendo: vado perchè ho il ragazzo che sta uscendo.
Matteo le ha chiesto: notate che questa è magra come una sogliola: sei incinta?
E lei: perchè ti sembro ingrassata?
E Matteo: no, perchè hai detto che il ragazzo sta uscendo!!! Lui ricorda molto le situazioni accadute molti anni fa ;da circa un anno rievoca spesso il nostri ripetuti " soggiorni " al Gaslini . Durante uno di questi , prima di entrare in ospedale, siamo stati ospiti di una mia cara amica a Genova.
Marinella aveva cercato di rendere meno pesante possibile il momento del ricovero in ospedale e così , la sera prima , aveva preparato una cena con tutti i cibi che Ugo preferisce : Wurstel , patatatine con maionese e ketchap e soprattutto , tantissime varietà di formaggi, e fra questi , un tipo di caciotta che lo ha conquistato . Ugo non ha mai dimenticato quella cena e quella caciotta , ed a distanza di anni da allora , quando siamo al banco dei salumi al Supermercato , interroga sempre l'addetto : " Signore , per piacere, ce l'hai il formaggio di Marinella ? "

13 - L'ATTENZIONE
PARTICOLARI
Può non accorgersi di qualcosa di macroscopico che avviene davanti ai suoi occhi ma non trascura aspetti che sfuggono ai più. Ricordo un episodio che mi lasciò esterrefatta. Eravamo in macchina, davanti ad un passaggio a livello chiuso e mi domandavo quando sarebbe passato il treno. Marco disse allora che il treno stava per arrivare, non c’era alcun rumore che facesse presagire l’evento e gli chiesi pertanto cosa glielo facesse supporre. Motivò la sua affermazione indicandomi i cavi che vibravano. Era una giornata molto ventosa per cui gli ribattei che poteva anche essere il vento a far muovere i cavi ma lui, serissimo ed un po’ supponente, rimarcò che “uno solo” dei due cavi vibrava.

Ho già detto che Ugo riconosce i sentimenti e gli stati d'animo delle persone , soprattutto i miei . A volte , anche troppo perchè vorrei cercare di nascondergli quando sono preoccupata o sono un pò giù.
L'altra sera Francesco , il fratellino più piccolo , mi aveva fatto disperare e lui - come fa sempre in questi casi - si è messo in mezzo per riappacificarci .
- " Mamma non prendertela così , io ti voglio bene ed anche Francesco anche se è un pò monello " .
Ed a suo fratello :
- " Dai Francesco non piangere , sennò fai piangere anche me ( questa è mutuata da non so quale videocassetta , ma ci stava a pennello ! )

14 - L'UMORISMO
Il senso dell’umorismo è in Marco ben sviluppato ma non “complicato” da malizie sociali, apprezza quindi la comicità diretta e priva di secondi fini. Pertanto è un fervente ammiratore di Totò e di Stanlio ed Onlio ma anche di Striscia la Notizia.

Per far studiare i verbi, l'insegnante di italiano di Matteo, che frequenta la IV, ha fatto scrivere sul Diario:
"se durante il fine settimana non ce la faccio proprio a vivere lontano dalle coniugazioni dei verbi, posso richiedere la loro allegra compagnia sfogliando il quaderno rosso. In caso di approccio prolungato (più di un'ora al giorno per 3 giorni consecutivi) consultare il medico di famiglia".
Matteo ha scritto tutto diligentemente e poi ha detto al maestro: io quest'ultima frase potevo fare a meno di scriverla, tanto questa malattia non mi verrà mai!

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